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Grigi, ditemi che state scherzando!

Arrivano i primi tre punti dopo sette partite, ma di gioco non c'è traccia.

Si riapre il Moccagatta, ristrutturato e tirato a lucido per ospitare in un futuro (che sembra sempre più lontano ogni giorno che passa) una sospirata Serie B e ci si attende la partita del ‘risveglio’ dopo un avvio di campionato da museo degli orrori.
E cosa succede? Succede che mister Stellini (in tribuna, in quanto squalificato, ma in grado di sorprendere anche stando fuori) ti manda in campo l’ennesima squadra diversa, lasciando fuori quel Casasola e quel Bellomo che nella trasferta di Monza erano parsi essere i due in grado di offrire qualche spunto di rilievo. Succede che per oltre 80 minuti il gioco è inesistente, nessuna pericolosità in avanti, nessuna azione degna di meritarsi uno spazio nei tabellini dei cronisti. Quando a circa cinque minuti dalla fine, finalmente i Grigi riescono a mettere il naso nell’area avversaria, arriva un fischio dell’arbitro che sembra poter mettere fine all’incubo: calcio di rigore per l’Alessandria. Sul dischetto ci va Bellomo (subentrato a partita in corso), uno che ha piedi educati e che al pallone dà del tu: l’incubo continua perché Sarr intuisce e para e la partita non si sblocca. Lo 0 a 0 sembra scritto, ma a confermare che il calcio è un po’ matto e che (VAR permettendo) può sempre succedere di tutto, al 94’ arriva un secondo calcio di rigore a favore dei Grigi. Sul dischetto questa volta ci va Marconi, che un paio di minuti prima aveva tirato al volo verso la porta toscana con tanta precisione che il pallone si è perso sulla Colla, verso Valenza. Al Moccagatta nessuno respira, stanno tutti col fiato sospeso: Marconi (che al pallone dà del lei, o forse del voi), non si fa tanti scrupoli e tira di potenza. Stavolta la porta la centra e finisce 1 a 0. Ma ditemi che finora avete scherzato!

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