PARLIAMONE CON... ANDREA ROVERE

Il potere dei più buoni

La lucidità di Gaber nel profetizzare l'Italia di oggi.

Chi ancora non conosce Giorgio Gaber, di certo si è perso qualcosa.
Il Signor G non è stato solo il geniale inventore – insieme a Sandro Luporini – di quel “teatro canzone” attraverso il quale la sua creatività e sensibilità artistica potevano esprimersi al meglio, ma anche un lucidissimo interprete del proprio tempo e uno dei più acuti profeti della post-modernità. Non un profeta post-moderno, si badi bene, ma esattamente un profeta della post-modernità, nel senso di un intellettuale – come oggi sembra non essercene più – che ha saputo prevedere in modo sorprendente ciò che sarebbe stata per molti aspetti la società di domani, quella che cominciava a prender forma agli inizi del nuovo millennio – di cui egli varcò appena la soglia –.
Nell'intuire la deriva culturale a cui l'Italia e l'Occidente tutto andavano incontro giubilanti si è dimostrato anche più acuto di Pasolini, tanto che a riascoltare oggi alcuni suoi monologhi e canzoni c'è da restare attoniti. Quell'“idiozia conquistata a fatica” di cui molti governi e gruppi sociali si vanno oggi beando, lui la presagiva con chiarezza cristallina molto tempo prima, e già la irrideva a modo proprio in brani dai testi talmente attuali da sembrar composti appena ieri.
Certo, non tutti ne coglieranno la straordinarietà. Intendere la critica politica e sociale di Gaber, la sua capacità di svelare l'ipocrisia e la miopia – quando non l'allucinante stupidità – che stanno alla radice di alcuni mantra dei nostri giorni, significa essere riusciti in qualche modo a resistere all'omologazione culturale di massa – in alto come in basso –, ad evitare che determinate sovrastrutture ci pervertiscano del tutto mente e spirito, e che all'ottuso conformismo contemporaneo – non meno ottuso di quello di alcune epoche passate, seppure così diverso in apparenza – si ha avuto la capacità di contrapporre il coraggio e la fatica del pensiero critico nel quotidiano. Solo un uomo libero e ancora autenticamente umano può apprezzare fino in fondo Gaber – libero, umano ed ironico (senza mai essere davvero cinico) com'era lui –, ed è per questo che solo chi è realmente libero, o sulla via della liberazione, comprenderà l'intelligenza di uno dei suoi testi più incredibilmente attuali – nonché inevitabilmente provocatori – ed il senso profondo del monito che vi si scorge in filigrana.
“Il potere dei più buoni” (apparso per la prima volta nell'album “La mia generazione ha perso”, edito nel 2001) è un brano che dovrebbe farci molto riflettere.
Non prenda allora il lettore questo mio defilarmi così rapidamente come una dimostrazione di pigrizia. Il testo non ha bisogno di ulteriori commenti.
Una volta di più, il Signor G aveva capito tutto...

La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi di ciò che ho intorno
sono sensibile e umano
probabilmente sono il più buono
Ho dentro il cuore un affetto vero
per i bambini del mondo intero
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale
perché dovunque c'è sofferenza
sento la voce della mia coscienza
Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza
Penso al problema degli albanesi
dei marocchini dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni
E' il potere dei più buoni
é il potere dei più buoni
son già iscritto a più di mille associazioni
é il potere dei più buoni
e organizzo dovunque manifestazioni
G coro: è il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
G coro: è il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
il potere il potere dei più buoni
La mia vita di ogni giorno
è preoccuparmi di ciò che ho intorno
ho una passione travolgente
per gli animali e per l'ambiente
Penso alle vipere sempre più rare
e anche al rispetto per le zanzare
In questi tempi così immorali
io penso agli habitat naturali
penso alla cosa più importante
che è abbracciare le piante
Penso al recupero dei criminali
delle puttane e dei transessuali
penso allo stress degli alluvionati
al tempo libero dei carcerati
Penso alle nuove povertà
che danno molta visibilità
penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani
È il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
è il potere dei più buoni
che un domani può venir buono per le elezioni
G coro: è il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
G coro: è il potere dei più buoni
il potere dei più buoni
il potere il potere dei più buoni

(per ascoltare il brano: https://www.youtube.com/watch?v=BtNj1EaxiW4)

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